Coronavirus e le misure di prevenzione nei cantieri (parte 1)

cantieri coronavirus

L’emergenza COVID-19 ha portato il mondo del lavoro al cospetto di un nemico tanto invisibile quanto letale. Nessuno – o forse pochi addetti ai lavori – avrebbe immaginato di trovarsi nel 2020 a dover affrontare un’emergenza di queste proporzioni, un’emergenza che non conosce barriere di alcun tipo. Nessun settore è stato risparmiato. Nessuno era preparato. Poche sono state le aziende e le imprese in grado di attuare le misure di prevenzione e di contenimento previste dalla legge. Vuoi forse per la poca chiarezza nella definizione dei compiti, dei ruoli, delle responsabilità… o semplicemente per la difficoltà nel reperire le misure di prevenzione previste. Ma come cambieranno le attività nei cantieri temporanei mobili e quali potrebbero essere le misure da attuare?

In seguito all’emanazione del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, relativo a tutti i settori produttivi, il 19 marzo scorso il Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha adottato un Protocollo specifico per il settore dell’edilizia. Il Protocollo, condiviso con Anas s.p.a, RFI, ANCE, Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, fornisce indicazioni operative utili per il proseguimento dei lavori in cantiere, nel rispetto delle misure precauzionali da estendere alle imprese, ai subappaltatori, ai fornitori presenti nel cantiere.

Il protocollo del MIT per i cantieri

Già dalle prime pagine del documenti si evince subito la necessità di sospendere tutte le lavorazioni che possono essere svolte attraverso una riorganizzazione delle fasi eseguite in tempo successivi, senza ovviamente compromettere le opere realizzate. Dovranno essere adottati adeguati protocolli di sicurezza e prevenzione per tutelare la salute dei lavoratori; fondamentale in questa fase sarà l’intervento dei coordinatori della sicurezza (dove presenti) i quali dovranno integrare i rispettivi PSC e stima dei costi.

Gli spostamenti all’interno e all’esterno del cantiere dovranno essere limitati il più possibile, anche riorganizzando le attività lavorative e gli orari del cantiere stesso.

Tutte le figure presenti nel cantiere dovranno essere informate circa le disposizione delle autorità mediante cartellonistiche o consegna di documentazione informativa; sarà necessario inoltre prevedere delle procedure di ingresso, transito ed uscita dal cantiere individuando regole ben precise, percorsi, spazi e tempistiche per ridurre al minimo le occasioni di contatto

Il datore di lavoro dovrà inoltre occuparsi della sanificazione periodica e della pulizia dei cantiere, non solo degli spazi comuni ma anche delle attrezzature e dei mezzi utilizzati per l’attività.

E per quanto riguarda i DPI? Nel caso di lavorazioni da svolgere a meno di un metro di distanza sarà necessario l’uso delle mascherine e di altri dispositivi di protezione conformi alle disposizioni delle autorità. In mancanza di idonei dispositivi, le lavorazioni dovranno essere sospese per il tempo necessario al reperimento degli stessi, con ricorso, se necessario, ad ammortizzatori sociali.

Consulta le Linee guida sulla sicurezza nei cantieri edili direttamente sul sito del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Mobilità dei lavoratori

Nella cosiddetta “Fase 2” i lavoratori e le imprese dovranno rispettare molto probabilmente alcune misure prescrittive sulla falsa riga di quanto già previsto durante le prime fasi della pandemia.

L’art. 1 del DPCM 10 aprile 2020 (come anche i DPCM del 8 e del 9 marzo) prevede tra le varie misure che gli spostamenti delle persone siano consentiti solo per “comprovate esigenze lavorative”, da autocertificare attraverso la modulistica predisposta.

Inoltre molti lavoratori, avendo il proprio comune di residenza lontano dai luoghi in cui erano chiamati ad operare, generavano un pendolarismo giornaliero (se non addirittura settimanale) anche tra le diverse Regioni.

A tal fine alcune Regioni si sono già dotate di propri modelli di Dichiarazione, all’interno dei quali viene indicata la Regione, la Provincia ed il Comune di Provenienza ed il motivo dello spostamento sul territorio nazionale, in questo caso, per comprovate esigenze lavorative.

Ma quali potrebbero essere le misure da attuare nella pratica? Nel prossimo articolo daremo qualche indicazione in più. Maggiori approfondimenti a brevissimo!

Hai già pensato come riorganizzare la tua attività di cantiere? Per qualsiasi informazioni non esitare a contattarci!

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